gate 10, ore 21.23.
Lei.Una sala semivuota,illuminata da neon più o meno funzionanti.
Ne ricordo uno, a intermittenza che la disturbava.
Alla sua sinistra aveva uno "Speedy 30",originale, da cui si intravedeva una bottiglietta d'acqua acquistata dieci minuti prima al piano superiore di quella sala d'attesa;un bagaglio a mano e uno zaino a terra,davanti ai suoi piedi.
Pantaloni bianchi, t-shirt nera, felpa nera con stampa a little bit blasphemous.
Sandali argento.
La vedevo seduta, gambe accavallate, I-pod nelle orecchie. Ciò che attirava la mia attenzione era il suo scrivere, così veloce, così unico. Scriveva e rileggeva, passando un dito sulle parole, come se utilizzasse il tatto per rendere perfetto il testo.
Le squillò il telefonino che fece uscire dalla tasca destra dei pantaloni: un messaggio e un sorriso sulle sue labbra rosee.
Bracciali rumorosi nel polso sinistro. Un orologio in quello destro.
Alzò gli occhi e mi sorrise: aveva notato il mio sguardo fisso su di lei, come per scoprirla, come per avere il piacere di conoscerla anche solo guardandola.
sempre gate 10, ore 21.39
Tuesday, September 19, 2006
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