Sunday, May 20, 2007

Patria.

Percorro colate di cemento nero.
I tratti inarrivabili dell’orizzonte sfidano un paese di poche anime anonime.

Rumore di sonno e di vecchiaia.
Trovo finestre oscurate, porte socchiuse,cani abbaianti e gente piena di gente.
Coinvolgimenti assordanti nella via principale.
Ritrovi silenziosi nei pensieri principali.

Ci hanno voluto grigi e malati.

Alberi isolati spogli nudi tristi si ergono a delimitare proprietà inesistenti.

Case a cui senti di appartenere e case sconosciute.
Case notturne e case private.
Case spente e case vicine.
Case calde e case inutili.

Chiesa vecchia posta all’interno di persone impaurite.
Chiesa vecchia posta all’interno di vie diritte.

Muri grigi.
Rose rosse.
Notte nera.
Nuvole bianche.

Muri stropicciati.
Rose appassite.
Notte opaca.
Nuvole rapide.

Lascia che sia un foglio a conoscerti meglio delle persone
Lascia che tuo figlio sbagli
Lascia che gli altri ti ascoltino
Lascia che il mondo ti scivoli addosso. Succederà e lo saprai affrontare con successo.
Lasciati incantare da uno schermo vuoto. Passatempo invidiabile.
Lasciati sedurre da mille vite. Senza mai afferrarne una.
Lascia che il tuo corpo muti
Lascia le tue parole al vento. Grida le tue parole al vento.
Lascia che qualcuno possa dire: ti ho capito.
Lasci che sia il mare a farti bestemmiare dalla rabbia.
Lasciati vivere,ora.